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Legamenti d’Amore

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I Legamenti d’Amore sono delle potenti ed efficaci pratiche esoteriche il cui obiettivo è essenzialmente quello di convogliare energie positive sulla persona amata che ne è oggetto. In questo modo si ha come risultato quello di indirizzare i pensieri della persona desiderata sulla persona che ha richiesto i Legamenti d‘Amore. In questo modo si crea una sorta di unione il cui fondamento è quello della reciprocità dei sentimenti .

Per quanto concerne l’efficacia, essi possono ristabilire queste situazioni:

  • Far sorgere l’amore nella persona desiderata
  • Rafforzare un legame già esistente tra due persone
  • Tenere lontani possibili concorrenti in amore
  • Evitare che si verifichino allontanamenti e separazioni

Sono tanti, quindi gli ambiti all’interno dei quali i Legamenti d’Amore possono avere efficacia, riuscendo a salvare di salvare un rapporto in crisi o semplicemente di rafforzarlo, sia di far nascere la passione tra due persone tra le quali non esiste ancora un legame. E’ bene però chiarire che essi sono delle pratiche molto particolari che possono effettuarsi solo affidandosi a persone qualificate e professionisti competenti.
I Legamenti d’Amore possono quindi essere la giusta soluzione per i problemi di cuore e per ritrovare la serenità nella vita affettiva, così importante e fondamentale nell’esistenza di ognuno di noi.

La persona che ami si è allontanata?
Il rapporto che stai vivendo hai paura che possa finire da un momento all’altro?
La tua storia sta attraversando un particolare periodo di crisi?
Hai paura che la persona che ami possa tradirti?
Il tuo matrimonio sta attraversando un periodo di noia e vorresti riaccendere la passione?
Un terzo incomodo si sta intromettendo tra voi due?
Provi un sentimento d’amore e vorresti conquistare una persona in particolare?
Se la risposta ad una di queste domande è SI , allora si può operare un Legamento d’Amore!

Alcuni Riti per legare a se’ una persona:
Rituale del Nodo d’Amore di Santa Sara : officinato secondo l’antica tradizione esoterica gitana. Le corde sono sempre state utilizzate in magia per incanti e sortilegi di ogni tipo e questa simbologia la possiamo ritrovare anche nella cultura gitana, in particolar modo nel Rituale di Santa Sara. Questo sortilegio si esegue per legare a se una persona, indipendentemente dal fatto che la si conosca o meno. Può essere uno sconosciuto (o una sconosciuta) di cui ci si è innamorati o una persona che non vuole cedere ai propri sentimenti.

Rituale di S. Antonio per Legamento d’Amore, Matrimonio e Convivenza: attraverso la potente invocazione dell’entità di Barà S. Antonio si vuole indurre una persona tentennante o non intenzionata al matrimonio o alla convivenza a prendere la decisione di sposarsi o di convivere. Questo Rito può essere praticato anche per rafforzare un matrimonio o una convivenza in cui uno dei due partner desidera allontanarsi da casa. Inoltre rimedia, tradizionalmente, alle incompatibilità di carattere rafforzando i valori della famiglia.

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La Radioestesia cos’è e a cosa serve

Radioestesia significa sensibilità alle radiazioni. Essa è  suddivisa in due tecniche di ricerca: la prima si effettua con un pendolo lasciato libero di oscillare appeso ad un filo tenuto fra le dita di una mano, la seconda con un bastone (o verga) a forcella o non, tenuto fra le mani. Quest’ultima tecnica è  comunemente denominata Rabdomanzia. Il fenomeno della ‘radioestesia’ era molto conosciuto fin dall’antichità  tanto è  vero che grandissime civiltà quali gli Egizi, i Sardi, gli Etruschi, i Cinesi, i Sumeri, i Greci, etc. si servivano della bacchetta e del pendolino, ed avremo modo di parlarne nella Parte II. Il pendolino in genere viene utilizzato principalmente in ambienti chiusi, al tavolino, mentre la verga (o bacchetta) si presta otti mamente nelle ricerche all’aria aperta.

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La radioestesia dunque è  basata sulla ricerca (individuazione o intercettazione) delle radiazioni emesse da corpi viventi o non viventi, vicini o lontani, servendosi del principio che ogni corpo materiale emette delle proprie radiazioni o anche assorbe delle radi azioni provenienti da corpi esistenti nelle sue vicinanze. La rabdomanzia e la radioestesia si basano dunque sulla percezione delle radiazioni emanate da un corpo, vivente o non vivente.
In effetti gli strumenti radioestetici riescono a registrare le onde vibratorie generate naturalmente con una frequenza determinata simile a quella generata dalle radiotrasmissioni. Se si ha una radio e ci si vuole sintonizzare su una frequenza determinata, escludiamo quelle stazioni emittenti che non interessano ed andiamo a ‘sintonizzarci’ su quella prescelta individuando la frequenza; così  avviene al radioestesista: egli si concentra escludendo tutte quelle frequenze non vengono ricercate captando cosi  soltanto quelle le cui radiazioni vengono emesse dall’oggetto cercato. Il movimento della bacchetta o del pendolo evidenzia il percepimento delle radiazioni, in un certo senso percepisce la ‘sintonizzazione’ sull’oggetto o corpo in esame.

L’elemento più importante dell’operazione di radioestesia è dato dal ricevente i segnali, il rabdomante cioè, che captati i segnali li dirige involontariamente sulle proprie mani consentendo allo strumento di muoversi. Degli studi istologici effettuati sul cervelletto hanno messo in luce che il corpo cellulare di quest’organo si allunga attraverso innumerevoli ramificazioni nervose che rappresentano, in pratica, delle microantenne riceventi, capaci di vibrare in una ben determinata lunghezza d’onda che poi trasmette al cervello tramite impressioni sensoriali. L’uomo rappresenta esso stesso un’antenna ricevente sensibilissima capace di captare le onde trasmesse dall’ambiente e, a sua volta, è emittente di onde che si espandono in vibrazione.

Recenti ricerche hanno individuato che l’uomo capta onde attorno a lui attraverso tre triangolazioni del proprio corpo date dalle due braccia e dalle gambe. Facendo aderire gambe e braccia al corpo, si riduce notevolmente la capacita  di ricezione. La reazione del movimento della verga è indipendente dalla nostra volontà e pare che sia diretta dal sistema del Gran Simpatico e non dal cervello, altrimenti qualsiasi persona potrebbe percepirne tramite la sola forza di volontà . Tutte le persone sono dotate, ovviamente, di sensibilità  da radioestesista: ma esiste chi l’ha più  accentuata di un altro, e chi non ne ha quasi niente, ma con un po’ di esercizio e buona volontà  si può  sviluppare tale sensibilità  normalmente nascosta ai più. In effetti il cervello umano possiede proprietà straordinarie ma sfrutta di esse soltanto una parte molto ridotta.

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Uno dei più  grandi radioestesisti d’Italia, Benedetto Lovagna, definisce la radioestesia “una supernormale capacita  alle radiazioni extrasensoriali” sensibilità  che permetterebbe all’uomo di acquisire un enorme potere di conoscenza. Lo stesso Lovagna spiega che tale rilevamento sensoriale è  legato in modo soggettivo all’attività  di chi lo esegue, “in quanto l’uomo non è  una macchina né  la radioestesia è  staccata dall’uomo: in tale attività  è  l’uomo stesso che estrinseca i suoi poteri.” Le ricerche dei radioestesisti possono riguardare sia persone che oggetti, o ogni qualsiasi altra cosa posta nelle vicinanze dell’operatore, ma possono essere seguite anche onde a grandissima distanza. In tal caso la radioestesia viene definita più giustamente Teleradioestesia. Il radioestesista in quel caso deve agire sopra una carta geografica avendo a portata di mano un testimone della persona o della cos a che si sta cercando, e verrà  indicato sulla carta con la massima precisione la località  dove si trova l’oggetto della ricerca Le operazioni in teleradioestesia impongono capacita  particolari e la massima concentrazione al fine di consentire la sensibilizzazione a distanza.

Per qualche studioso la radioestesia a distanza sarebbe una percezione extrasensoriale (o chiaroveggenza) che andrebbe ricavata da onde riflesse emanate dal testimone che funge da antenna ricevente continua. In effetti l’operazione effettuata tramite la bacchetta o il pendolo fa sì  che questi strumenti assumano la caratteristica di amplificatori delle percezioni poiché  è  chiaro che l’uomo dovrebbe essere in grado di percepire le sensazioni senza alcun aiuto strumentale, limitandosi ad interpretare le ‘informazioni’ attraverso i diversi processi nervosi che avvengono nel suo organismo.

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